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La
fatica dell’uomo, legata alla duplica natura di pescatore contadino, hanno
caratterizzato per lungo tempo i Liguri; ci sono ancora le case arroccate ed i
piccoli borghi, con le strade strette in salita e i viottoli che, dalla costa,
portano agli orti e alle vigne. Si coltivano
ancora i vigneti che si nutrono di salmastro e quegli orti odorosi dove, gli
scampoli di terra suddivisi per le varie colture, ricordano i giardini della
fantasia e della memoria. Sembrano opere uscite dal pennello di un artista, dove
si alternano il verde brillante del prezzemolo, la profumata maggiorana, il
rosmarino verde azzurro nella fioritura e l’argento della salvia mescolato al
verde intenso del tipico basilico. Gli
aromi tipici della cucina ligure, si raccolgono così in pochi metri di terra,
pronti quasi in ogni stagione dell’anno, per accompagnarsi agli ortaggi ed
alle verdure della tradizione. Nasce
così una cucina semplice e sapiente, fatta di accostamenti variegati e felici
che, pur senza sfarzo o inutile spreco, rendono particolare e caratteristico
ogni piatto della tradizione popolare.
Il “mangiare di Liguria” vittima della fretta, ha rischiato per un certo tempo di essere bistrattato ed accantonato; oggi si riscopre con le sue specialità rustiche o raffinate e i ristoranti di Genova e delle Riviere ripropongono ai posti d’onore tutta una gamma di piatti tipici, riscoperti dalla più antica tradizione.
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